Ottocento

un approccio vittoriano alle sfide della società moderna

Archivio per 5 Maggio 2008

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Pubblicato da kaiza su 5/05/2008

Fini sull’assassinio di Verona: “Più gravi i fatti di Torino”

ROMA - Gli scontri e le contestazioni della sinistra radicale contro la Fiera del Libro di Torino “sono molto più gravi” di quanto accaduto a Verona. Lo sostiene Gianfranco Fini, a Porta a porta. L’aggressione dei naziskin veronesi e la violenza dei centri sociali torinesi – afferma il Presidente della Camera- “sono due fenomeni che non possono essere paragonati”. A giudizio di Fini, in sostanza, se dietro l’aggressione di Verona non c’è alcun “riferimento ideologico”, a Torino le frange della sinistra radicale “cercano in qualche modo di giustificare con la politica antisionista”, un autentico antisemitismo, veri e propri “pregiudizi di tipo politico-religioso”.

Sistemiamo qualche leggera imprecisione:

ROMA - Gli scontri e le contestazioni della sinistra radicale contro la Fiera del Libro di Torino “sono molto meno gravi” di quanto accaduto a Verona. Lo sostiene Gianfranco Fini, a Porta a porta. L’aggressione dei naziskin veronesi e la violenza dei centri sociali torinesi – afferma il Presidente della Camera- “sono due fenomeni che non possono essere paragonati”. A giudizio di Fini, in sostanza, dietro l’aggressione di Verona non c’è alcun “riferimento ideologico, bensì una ideologia vera e propria. Ciò comporta una precisa visione del mondo che provoca e promuove un certo tipo di azioni sociali quali, per esempio, la violenza e conseguente deresponsabilizzazione di gruppo come collante e combustibile del gruppo stesso. Per quanto sia indimostrabile che tale interpretazione del mondo sia male da un punto di vista morale, sicuramente è antidemocratica. Allo stesso modo, per quanto non sia necessariamente vero che la democrazia è bene, essa viene considerata un valore positivo nella nostra società – valore peraltro costituente la nostra Repubblica. Pertanto io, quale presidente della Camera, non posso certo tollerare dei comportamenti non solo antisociali, ma anti-italiani. “Se dicessi che a Torino le frange della sinistra radicale cercano in qualche modo di giustificare con la politica antisionista, un autentico antisemitismo, veri e propri pregiudizi di tipo politico-religioso, questa sarebbe un’illazione. Dicendo invece che è idiota da parte mia cercare di giustificare un’ideologia a me cara facendo paragoni non richiesti e accuse illogiche – quando l’unico paragone accettabile è “a Torino non è morto nessuno per un pestaggio” – ecco, in questo caso direi una cosa vera.

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Inspiegabile

Pubblicato da kaiza su 5/05/2008

Ancora un dramma in uno stadio di calcio. Ma questa volta non è lo sport-malato. E’ il male di vivere esploso all’improvviso tra le mani di una poliziotta di 42 anni. Mentre era in servizio d’ordine pubblico per la gara di serie B Treviso-Grosseto (poi sospesa), la donna ha estratto la propria Beretta 92 e si è sparata alla testa, davanti ad una collega. Annichilita una sua collega 55enne, che ha cercato disperatamente di fermarla, rincorrendola mentre caricava il colpo in canna.

Le due donne – la prima poliziotta di quartiere, la 55enne funzionaria dell’ufficio passaporti – parlavano fittamente. L’agente che ha tentato di fermare la collega aveva capito che era agitata, che stava male. Allora le si è avvicinata, parlandole per qualche istante, cercando di calmarla e di farsi spiegare perché era in quello stato.

L’agente non aveva manifestato problemi per il suo lavoro. Ultimamente aveva seguito gli incontri nei quali la polizia dà consigli utili agli anziani per difendersi dalle truffe. “Nelle carte non c’é nulla – ha proseguito Lapi – e quindi dovremo approfondire la situazione”.

E anche:

Potrebbero essere state le tensioni legate a una serie di litigi con i vicini della sua casa di Sorriva di Sopramonte (Belluno) a far decidere alla poliziotta che ieri si è sparata a Treviso di rivolgere l’arma contro se stessa.

Lo ha indicato oggi all’ANSA lo stesso questore di Treviso Filippo Lapi. Il dirigente di polizia ha sottolineato che la donna aveva confidato sia ai parenti che alla stessa collega che ha tentato di bloccarla, l’angoscia per i problemi di confine che interessavano l’abitazione dove ancora vivono i genitori.

Per tentare di comprendere come mai una poliziotta di quartiere di 42 anni – che abita con i genitori in provincia di Belluno, che durante la settimana partecipa ad incontri con i vecchi e che il sabato è allo stadio a vedere Treviso-Grosseto – possa compiere questo inspiegabile gesto, la redazione di Ottocento ha deciso di consultare qualcuno che di Male di Vivere(TM) se ne intende:

“Perché lo fai, Cenerentola innamorata? Vorrei capire, Ti vorrei aiutare. Che cosa scatena in te La voglia di morire? Forse la consapevolezza di essere intrappolata in una esistenza mediocre? Il fatto che, a metà della tua vita, capisci che essa è racchiusa tra Treviso e Belluno e, Fuori di qui, Il niente?

‘La vita, hai pensato, è come una partita di calcio’. Lo dice anche il Liga. ‘E oggi, per me, è Il giorno dei perdenti. Oggi, tuttavia, posso fare la prima cosa sensata della mia vita: posso essere padrona delle mie azioni. D’altra parte, Chi fa da se‘…

Sì, credo proprio di capire, in fondo. Niente di inspiegabile. E’ solo la Malinconoia.”

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