Ottocento è “un approccio vittoriano alle sfide della società moderna”. Si intuisce già dal fatto che chiamiamo “società moderna” la società contemporanea. Ebbene, oggi quest’ultima presenta una nuova sfida. Così nuova, che solo noi possiamo analizzarla con perizia. Cominciamo:
1) Andiamo sul sito www.peking2008.com. Ci si aprirà “the official website of the peking 2008 olympic”. Una pagina strana, e infatti è un fake: dopo poco verremo rediretti alla pagina promozionale del fake stesso. Fin qui, niente di nuovo: questo è il punto di partenza per una catena di falsi e controfalsi che sembrano il risultato della ricerca “lindsay lohan blowjob” in un qualsiasi sito porno. Fortunatamente, la redazione di Ottocento adotta con gli inganni e le illusioni la stessa strategia da impiegarsi con i cortei femministi abortisti: i calci nello stomaco. Teneteci per mano.
2) Siamo su www.peking2008.com/ad. Le opzioni principali sono le tre sulla seconda riga: A) watch the video B) get a fake C) spread&share. La pagina e le seguenti sono correttamente visualizzabili solo con Internet Explorer, non con Firefox. Torneremo sull’ottimizzazione del sito in seguito.
A) Watch the video. Firefox non visualizza nulla. Internet Explorer cerca di installare un controllo ActiveX. Abbiamo cliccato sull’opzione “succhiami il cazzo”, cosicché non abbiamo idea di che cosa mostri il video stesso. Se volete provare, rimaniamo in ascolto.
C) Spread&share. Qui troviamo il codice per inserire nel nostro blog il link a peking2008. Si noti l’immagine stile “fine anni ‘50″: qualcosa di originale e poco abusato in una città come Milano, per esempio.
B) Get a fake. Solita immagine sfiga che vuole essere ironica e appare invece fuori luogo, e abbiamo tre opzioni, due delle quali ripetono la prima riga sotto il banner, quella che comincia con “exclusive”. Le strade si dividono ancora, tuttavia i reindirizzamenti principali sono due: il sito fake.isfake.org (prime due opzioni – sarà il nostro punto numero 4) e la pagina /sponsors nello stesso dominio (terza opzione – punto numero 3).
3) E così vogliamo diventare uno sponsor. Strano che, in una pagina fasulla, ci sia un’opzione per prenderci soldi tanto virtuali quanto reali. A dire il vero, questa è un’illazione, giacché non abbiamo completato la transazione e quindi non sappiamo se i soldi te li prendano sul serio o se anche questo sia un inganno. Riteniamo più probabile la prima ipotesi. Ad ogni modo, se andate su www.peking2008.com/sponsors/ con Internet Explorer, vi si aprirà una schermata dove potrete acquistare pixel del sito per inserire il vostro banner pubblicitario.
L’idea è estremamente obsoleta – era stata usata da quel tizio per guadagnare un milione di dollari, ricordate? – così obsoleta che infatti troviamo il banner di Luther Blissett, gruppo che nella seconda metà degli anni ‘90 ha inventato storie e creato materiale fasullo “per denunciare la superficialità e la malafede del sistema mass-mediatico”. Sostanzialmente diffonde bufale autoreferenziali: un personaggio dal nome fittizio ha una disavventura dal grande impatto mediatico (pedofilia, satanismo), i giornali ne parlano ma alla fine è tutto falso, perché il gruppo stesso smentisce (e così si fa conoscere). Lo scopo è dimostrare come l’informazione sia poco controllata e facilmente vittima di raggiri. Tutto sommato sono “burle”, quindi lasceremo al lettore l’onere di giudicarne la nocività sociale; sta di fatto che loro probabilmente si sentono avanguardistici, ovvero eredi di qualcosa nato e morto un secolo fa. Nel 2000 parte del gruppo crea i Wu Ming. Se non sapete chi sono meglio, tanto sono degli idioti. Passiamo oltre.
I banner mostrano anche organizzazioni superflue dal nome generico come “Human rights in China” e “Freetibet”: tanti slogan, tanta incitazione all’attivismo, ma difficile sapere quanto effettivamente siano estese e influenti. Comunque ti chiedono dei soldi. A proposito di soldi abbiamo provato, come detto, a completare una transazione: siamo arrivati ad una pagina Paypal in olandese. Prima l’eutanasia, poi il Grande Fratello, poi il supporto alla diffusione del falso; di solito è il percorso contrario che fa grande una nazione.
Infine, in basso a destra, troviamo il link a Les liens invisibles. Ricordate questo nome, perché è il centro del vortice (punto numero 5). Loro hanno permesso la creazione di un fake come peking2008, e lo hanno permesso tramite il loro progetto A fake is a fake, che ci porta naturalmente al punto
4) fake.isfake.org.
Si tratta di un dominio che consente la creazione di webspaces sotto di esso. Per chiarire, è un po’ quello che fa wordpress.com: ogni blog ha un nome, seguito dal nome del dominio che lo ospita (ottocento.wordpress.com). Nel caso succitato, troveremo siti come silvioilnano.isfake.org, eccetera.
Il sottotitolo è “empower your communication”. Per esempio, rendendo accessibile il tuo sito solo a Internet Explorer.
Nelle News troviamo alcune frasi ad effetto come:
There is not just one Truth.
There are not many Truths.
Tertium datur: Truth is nonsense.
- Luther Blissett -
In realtà è proprio per il tertium non datur che possiamo affermare l’enunciato 3: poste le premesse 1 e 2, la conseguenza è semplicemente che se 1 è VERA e 2 è VERA si crea una contraddizione. Per il tertium non datur O una cosa è se stessa, O è il proprio contrario. Pertanto, a causa del principio ex falso quodlibet, dal falso segue qualunque cosa, l’enunciato alla riga 3 è semplicemente banale: affermare che “l’insieme Verità ha più di un elemento” E CONTEMPORANEAMENTE che “l’insieme Verità ha uno e solo un elemento” permette logicamente di inferire una conseguenza qualunque. Per intenderci, alla riga 3 avrebbero potuto scrivere “ottocento.wordpress.org” e sarebbe stata una deduzione logica egualmente corretta. In sostanza, nessuna frase ad effetto, solo un’altra contraddizione apparente, ed è qui che iniziamo a ricomporre i tasselli e ad esporre la nostra tesi: “Les liens invisibles” vogliono sembrare contraddittori, incomprensibili, un continuo rimando a loro stessi, un gioco di specchi infinito. E invece sono solo un falso. Niente di spacca-cervello.
Se andiamo nell’About, comunque, iniziamo a capire la mentalità che anima il progetto, l’iniziativa, la stronzata, chiamatela come volete:
The Master’s voice is Your voice.
If the drone of alternative information seems to you to be excessively self-referential, if the dimensions of the Blogosphere cause your communication to be inadequate, if at one time or another in your life you wanted to speak with “the master’s voice”, then you are ready for our brand new fake-publishing services!
But what’s fake-publishing?
Fake-publishing gives you the communicative power of mainstream media with all the conveniences of a blog. You can also look at fake-publications as blogs disguised as mainstream media that make the content more beliavable, more significant and more fun.
Widen your horizons and experience the exciting world of mainstream fake-publishers.
In soldoni (perché di questo si tratta, forse): hai qualcosa da dire ma vieni schiacciato da siti più grandi? Imita la loro homepage. Fine. Che ventata di freschezza nelle tecniche di comunicazione. Viral marketing, anyone? Peggio del viral marketing, qui siamo ad una tecnica insegnata allo IULM come Il Raggiro dei Poveri(TM): nessuno caga il tuo brand? Chiamalo “Versace Uomo” e scrivi in piccolo “in realtà non sono lui”.
Dicono serva per rendere il contenuto “più credibile”, ma in realtà è ovvio che si tratti di una semplice truffa: i fake sono abbastanza evidenti, e niente mi spingerà a prestare attenzione alle parole di uno che ha appena cercato di imbrogliarmi male. Ci sembra sia più un modo per attirare utenti scemi nel giro del “fake-publishing” piuttosto che una vera proposta, perché le possibilità di successo di una strategia del genere sono irrisorie. E no, il fatto che noi ne stiamo parlando adesso non conta come successo.
Why should you build your own Fake Theme? That’s the real question.
- It’s radical.
- It’s subversive.
- It’s creative.
- It’s fun (most of the time).
- If you release it to the public, you can feel good that you shared and gave something back to the Fake is a Fake Community
Radicale, sovversivo e creativo? Il tarocco? Solo un idiota lo definirebbe tale. Un idiota o un esperto di comunicazione virtuale come Beppe Grillo. C’è un link a Subvertr, che è praticamente la stessa cosa. Ci ricorda molto, ribadiamo, la guerra dei loghi in Ticinese, a Milano: una via tappezzata di immagini casuali di personaggi “cult” o “trash”, o di loghi strani, per attirare l’attenzione su siti internet, commerciali o meno. Sì, tutto qui.
5) www.lesliensinvisibles.org
Ah, dunque siete voi, diaboliques, al centro di tutto. Voi i manipolatori, gli artisti, le geometrie impossibili che hanno creato questa rete di mensonges, aprendoci così gli occhi su quanto i media ufficiali siano falsi.
Les Liens invisibles is an imaginary art-group from Italy. It is comprised of media artists Clemente Pestelli and Gionatan Quintini. Their artworks are based on the invisible links between the infosphere, neural synapsis, and real life.
Nomi fittizi, autoproclamazione ad “artisti”, parole come “infosphere” e “neural synapsis” che fanno estremamente “avanguardistico”. Ora però tornate a giocare con gli psicoattivatori dentro a Blade Runner. Tralasciando il fatto che per essere “2.0 playful media” il sito fa cagare. Vediamo cosa dicono del loro project, tanto per utilizzare termini che fanno sentire importanti gli stagisti in comunicazione:
Disillusion 2.0?
You were told that a new democracy of communication was possible, that the lies of corporate media were to disappear and that your voice was going to play an active role in the formation of public discourse.
You were deluded into believing that even the world, this world, would become a better place through detailed diffusion of low-cost technologies, through the birth of telematic networks and the establishment of blogs and social networks.
While the watered-down fantasies that came with the rise of web 2.0 are being dissolved, a bitter consciousness remains: that communication itself, after all, is an illusion. That information, however probable it may seem, is still a fiction and that a fake, in the end, is only a fake. Anyway.
L’informazione è finzione, il tarocco è tarocco. Vero. La comunicazione è un’illusione. Vero quanto “la realtà non esiste”. Questa è una semplice credenza: “io credo che…”. Per chiarirci, la nostra risposta è “sticazzi” e, per ritornare alla nostra tesi, abbiamo due affermazioni vere e una che può essere vera o falsa: un po’ poco per iniziare una catena di falsità. E’ vero che un falso è un falso. Quindi, come detto sopra, un vero falso: un falso. Niente di più.
Experience the power of detourning communication!
Rising directly from the ashes of the blogosphere, the imaginary group Les Liens Invisibles is proud to present A Fake is a Fake, the ultimate platform dedicated to fake publishing, that will finally render your communication strong, incisive, and paradoxical.
Thrust your voice beyond the limits of reality and explore the new frontiers of detourning communication: you can finally speak with the voice of Power.
Forte, incisiva, paradossale, limiti della realtà? Certo, quanto Space Invaders.
Fine. E’ tutto. Settantamila link per trovare qualcuno che propone di fare delle brutte copie di pagine web, da utilizzarsi per scopi commerciali (vendere pixel, forse) o personali. Tertium non datur.