Ottocento

un approccio vittoriano alle sfide della società moderna

Archive for marzo 2008

Dipende dal concetto di “immigrazione”…

Posted by kaiza su 30/03/2008

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Ci abbiamo pensato. Dipende dal concetto di immigrazione:

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Pensateci.

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Concediti il lusso di un autista personale

Posted by kaiza su 29/03/2008

Questa pubblicità

E’ UNA BOMBA!!!!

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Riassumiamo: un uomo di quarantadue anni dal naso multiforme e le mani enormi ha appena finito di bere da un calice grosso quanto la sua testa. La sua amica slava (“tesoro”) gli sussurra all’orecchio vulcaniano di andare a casa. Usciti, i due trovano un camper dall’insegna maccheronica e il cocchiere nazista. Il novello Pezzali esulta nel modo che ritiene più consono alla situazione. Dopo questa notte pazza in disco il giorno dopo, ancora strafatto, dovrà tornare a riprendere la macchina sotto la pioggia e troverà sessanta multe.

Che storia, ‘sto bus by night.

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Striscia la morte!

Posted by kaiza su 27/03/2008

A.K.A.: Intermezzo (2). Disegni del solito Mattioli, testi di Lario3, già autore delle epiche strip su Marco Columbro.

Oggi parliamo di TV, come si è capito.

Arrotino

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Lo aspettavamo da tempo…

Posted by kaiza su 26/03/2008

…e finalmente è in dirittura d’arrivo il nuovo album di Vasco!

Per portare a termine il nuovo disco ci sono voluti due anni di lavoro ma il rocker di Zocca non ha perso il suo tocco. Continua a raccontare la sua vita facendo delle canzoni lo strumento per trovare un posto nel mondo. Con un’abilità speciale nel comporre brani destinati a diventare inni per le generazioni che continuano a ingrossare le file dei suoi fan. Se un filo conduttore si può identifcare nei vari brani è sicuramente nella capacità di sognare vista come rimedio alla realtà sempre più da reality show, come quella descritta in ‘Basta poco’, il pezzo che chiude l’album e che era già da tempo stato messo in rete. “Ed è proprio quello che non si potrebbe che vorrei / ed è sempre quello che non si farebbe che farei / ed è proprio quando arrivo lì che ritornerei” è l’autoritratto tracciato nel ‘Mondo che vorrei’ una delle ballate dell’album, insieme a ‘E adesso che tocca a me’, una sorta di nuova ‘Va bene così’ e a brani d’amore o sull’amore come ‘Vieni qui’ e ‘Non vivo senza te’ dove c’è una delle strofe più belle del disco: “vuoi che lo canti in una splendida canzone / così la sentirai da milioni di persone /, non vivo senza te /, scrivere una canzone è come ballare per ore /, prima di cadere a terra finito nello sforzo finalmente morto“. Ovviamente c’è molto spazio per il Vasco Rossi rocker senza se e senza ma, come quello che inneggia alla donna che “riempie i jeans” con le schitarrate incendiarie di Slash, o nell’ironia che esplode nell’accensione rock della strofa di ‘Dimmelo te’, nel quasi ‘nu metal’ di ‘Cosa importa a me’, nel muro di chitarre di ‘Qui si fa la storia’ e ‘Non sopporto’. Registrato tra Los Angeles e Bologna, prodotto da Guido Elmi e realizzato con gli inseparabili compagni d’avventura Tullio Ferro e Gaetano Curreri con il contributo di Celso Valli, ‘Il mondo che vorrei’ celebra i 30 anni di carriera di Vasco Rossi. “Fin dal mio esordio con ‘Ma cosa vuoi che sia una canzone’ il linguaggio musicale che ho sempre usato è il rock oggi è soltanto eseguito meglio”, ha detto il Blasco. Anche i temi delle canzoni sono fondamentalmente gli stessi, anche se il punto di vista è inevitabilmente cambiato con l’età e la condizione di star. I fan non stenteranno a trovare punti di contatto con i lavori precedenti così come non sarà difficile constatare come ogni volta Vasco riesca ad aggiungere qualcosa dal punto di vista della qualità musicale. Saranno stampate 4500 copie del singolo e 4000 dell’album in vinile, in edizione limitata e numerata.

Il grande Vasco è tornato: quello che ripete gli stessi concetti da vent’anni, quello che propone punti di vista obsoleti sulla società, quello che dice tutto quello che noi pensiamo ma in maniera più semplice e sostanzialmente peggiore. Per inciso, l’espressione “schitarrate incendiarie” è tipica dei quarantenni che vogliono fare i giovani ma non riescono ad andare oltre il sistema semiotico Pezzali-Repetto: come quando dicono che il nuovo computer poco performante che hanno acquistato è una bomba. Old news.

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Primavera

Posted by kaiza su 22/03/2008

Stuntman morto: forse caduto male

(ANSA) – MILANO, 21 MAR – Potrebbe essere caduto fuori dal tappeto gonfiabile che serve per attutire la caduta Nicolo’ Ricci, lo stuntman di 30 anni morto ieri. E’ l’ipotesi avanzata oggi, dopo che gli agenti della Polizia scientifica hanno trovato del sangue su un altro tappeto, accanto a quello gonfiabile. L’uomo e’ morto in un cantiere di Sesto San Giovanni, mentre simulava un incidente sul lavoro per una fiction.

Di tutti i modi per iniziare male la primavera, costui ha certo scelto il più stronzo. La redazione di Ottocento, invece, ha scelto per voi i più irritanti:

1) Le cazzate da piazzisti

ROMA – «Ormai sono impegnato io, quindi si fa». Così Silvio Berlusconi, uscendo da Palazzo Grazioli, replica ai cronisti che gli chiedono quanto sia probabile una cordata italiana per Alitalia. La risposta è chiara: «Penso ci sia la possibilità di concretizzare una cordata italiana in pochi giorni: sono assolutamente fiducioso su questo e credo anche che si possa fare con il sostegno di importanti istituti di credito». «Vista la posizione di Air France non ci resta che dare vita a un’altra offerta che sarà sicuramente presentata da imprenditori italiani insieme alle banche. Si deve dare ad altri la possibilità di conoscere la situazione» ha poi aggiunto Berlusconi.

Questa è la tipica “Stronzata à la Berlusconi”, quelle che seguono l’iter predefinito: sparata, polemica, negazione della cazzata con la formula “io non ho mai detto che … ma i giornalisti stanno tutti dall’altra parte”. Quindi non ci soffermeremo oltre.

2) Le cazzate da piazzisti

La marcia dei cittadini italiani verso il futuro è pacifica. Lenta, inarrestabile, contagiosa, allegra come gli occhi di Bartali in una canzone di Paolo Conte. Si trasmette attraverso il virus dell’nformazione. Il cittadino informato partecipa alle Olimpiadi della verità. Il cittadino disinformato può solo guardarle in televisione.
La marcia per una libera informazione in un libero Stato è già iniziata in Rete. E’ come la lunga marcia di Mao, la marcia del sale di Ghandi. Ognuno sceglie la propria immagine, il proprio messaggio e, con altre centinaia di migliaia di cittadini, sfila in Rete per liberare l’Italia dalla camicia di forza della censura mascherata da informazione. Il potere ha il controllo dei media. Il potere ha il potere PERCHE’ ha il controllo dei media. Se i cittadini riprendono il controllo dei media la democrazia in Italia è ristabilita. Per questo siamo in marcia.
E’ primavera, aprite le finestre della vostra mente. Pensate, riscoprite il piacere di pensare da soli. Tirate un respiro e guardate il cielo. Può perfino essere azzurro con le rondini. Torniamo ad essere il Bel Paese. Perchè no? Tutto è possibile, anche liberarci dalla classe di parassiti che occupa la politica e l’informazione. Quando sfilate nella marcia del V2 day scambiatevi un segno di pace con i vostri vicini nella fila. E’ pieno di gente simpatica.
Iscrivetevi alla marcia e inserite nel vostro blog il banner con la vostra posizione.
Un giorno potrete dire io c’ero, tanto tempo fa, quando l’Italia era ancora un regime.

Questo è più interessante, ci sono slogan, c’è pubblicità, purtuttavia la sostanza ci dà da pensare. Beppe Grillo è un uomo del nostro tempo: un uomo che parla di internet, di blog, di virus dell’informazione come se fossimo nel 1999. E invece siamo nel 2008, e solo l’utente medio può ritenere innovativi tali concetti; lo stesso utente che, grazie a Beppe Grillo, scopre la libertà di Skype e dei suoi spyware. Come ogni detentore di potere mediatico che cerca di conservarlo, Beppe Grillo sfrutta la ritrita formula “They – bad, us – good”: si sostituisca alla parola “informazione” la formula “quello che dico io” e si otterrà che solo i Beppegrillini partecipano alle Olimpiadi della Verità(TM) – retoricamente simili alla Casa delle Libertà(TM) – che l’ininfluente Popolo della Rete ha già iniziato la sua marcia per abolire la censura, per arrivare in seguito al punto topico:

Il potere ha il controllo dei media. Il potere ha il potere PERCHE’ ha il controllo dei media. Se i cittadini riprendono il controllo dei media la democrazia in Italia è ristabilita.

Dunque.

Innanzitutto è tipicamente populista e qualunquista la reificazione di un concetto in sostanza. Dire che “il potere” ha il controllo dei media ci ricorda l’impersonale “they control us” tanto in voga tra i gruppi di punk sedicenni. E’ un’affermazione di una tale genericità da non essere per nulla informativa o utile alla discussione. Insomma, sembra Flavia Vento quando diceva che “noi, i buoni, ci dobbiamo unire contro i cattivi” in un’intervista di Fabio Volo.

La seconda affermazione è la tipica “Stronzata à la Beppe Grillo”, dove prende un fatto vero (il controllo dei media crea potere) e lo sovraestende banalizzandolo abbastanza da farlo diventare falso: il controllo dei media, infatti, è solo una delle tante concause che permettono a determinati individui di avere molto potere.

L’ultima affermazione è semplicemente assurda: in democrazia i cittadini eleggono un governo in loro rappresentanza, per cui l’unico modo che avrebbero per (ri?)prendere controllo dei media sarebbe che lo Stato controllasse ogni mezzo di comunicazione. Il che è democraticamente buffo. L’alternativa è l’antistatalismo berlusconiano, per cui i cittadini lottano contro lo Stato per a) contribuire al suo fallimento del quale poi si lamentano o b) semplicemente cambiare gli assetti di potere.

“Riscoprite il piacere di pensare da soli”, mentre SFILERETE, come tutti gli altri, nella MARCIA che uno che non conoscete VI HA DETTO di fare. Kudos.

3) Le cazzate da piazzisti

Vocabolario Garzanti:
Voto [vó-to]:
1. espressione della volontà, quando si deve eleggere qualcuno o si deve decidere qualcosa collettivamente.
Utile [ù-ti-le]:
1. che può essere usato, che può appagare un bisogno
2. che apporta un vantaggio, un profitto; che è di giovamento efficace.
Il voto del 13 aprile non è contemplato dal vocabolario, non possiamo infatti eleggere qualcuno, ma solo fare una croce su un simbolo di un partito. Anche la decisione collettiva è esclusa dalle elezioni politiche. Non è infatti un referendum e neppure una proposta di legge popolare.
Per un utilizzo aggiornato della parola “voto” va quindi introdotto un nuovo significato:
1. manifestazione di carattere rituale con cui i cittadini ratificano le scelte dei partiti.
Passiamo all’aggettivo “utile”. Qui andiamo senz’altro meglio.
L’aggettivo “utile” insieme alla parola “voto” risignificata è perfetto: “voto utile”.
Il voto utile può “essere usato, può appagare un bisogno”. E’ facile dimostrarlo. Sottrae ai processi i condannati, riabilita i pregiudicati, sistema le mogli, stimola le amanti e piazza i figli di. Il voto utile “apporta un vantaggio, un profitto ed è di giovamento efficace”. Il ritorno economico è indubbio 25.000 euro al mese, la pensione dopo due anni e mezzo, le auto blu e, solo per i trasgressivi, coca e puttane e gli elicotteri dell’Aeronautica Militare.
La campagna per il voto utile è senza confini. Morfeo Napolitano lo ha ricordato in suo raro momento di veglia dal lontano Cile. Ha difeso i partiti, espressione della democrazia, e attaccato i facili populismi. Poi ha ripreso a dormire.
Lo psiconano e Topo Gigio sono da sempre in prima fila per il voto utile. Se li voti sei utile, altrimenti no. Testa d’Asfalto senza il vostro voto non avrebbe più Rete 4, i suoi amici pregiudicati, i conflitti di interessi. Il sindaco de Roma sarebbe costretto a andare in Ruanda o in Madagascar a scrivere libri e a salvare l’umanità in pericolo. Fatelo per loro. Fatelo per voi. Mandateli a fanculo il 13 aprile con un “non voto utile” alle elezioni politiche.
[nón] [vó-to] [ù-ti-le]:
1. riconquista dello Stato da parte dei cittadini
2. delegittimazione del parassitismo dei partiti.
V-day 25 aprile. Informazione libera in libero Stato.

Beppe Grillo ci fornisce non uno, ma ben due motivi per iniziare male la primavera. In questo intervento il populismo, l’antistatalismo e la laidezza dominano su tutto. Anzitutto, inventare nomignoli buffi contro i propri avversari per screditarli è uno dei mezzi più antichi per far gruppo (e ritorniamo al “they – bad, us – good” di cui sopra) ma certo non è mai stata un’argomentazione legittima. Proviamo anche noi: Mr. Informazione, che cosa pensi di fare per fornire effettivamente delle informazioni a chi ti legge, invece che dei semplici… uhm… slogan? Invettive?

Domanda diretta: in che modo l’astensionismo di un milione di Beppegrillini potrà permettere ai cittadini di “riconquistare lo stato”? Qual è la strategia? Soprattutto: in che misura un paese che fa del lassismo politico, del qualunquismo e della superficialità di giudizio la sua bandiera potrà essere migliorato da un sistema massmediale che rinforza questi atteggiamenti? Dire “sono tutti uguali” o “mandiamoli a casa tutti, anche quelli bravi perché non hanno fatto niente per fermare gli altri” significa diminuire la capacità di un ipotetico microscopio di discriminare gli eventi dall’ordine del millimetro al metro. La banalizzazione non è informazione, né è un valido modo per acuire la sensibilità critica delle persone.

Forse non è chiaro:

LA BANALIZZAZIONE NON E’ INFORMAZIONE

4) Le cazzate da piazzisti

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Che dire? Sicuramente iniziare la primavera con un mostro verde che ti dice cosa ne sarà di te indicandosi il cazzo non è ciò che vorremmo ogni anno.
Forse, però, la cosa peggiore che possa capitare (prima del morire simulando la morte), è aprire il browser e scontrarsi con…

5) Gli editori dell’ANSA che hanno deciso di essere ironici

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E buona camicia a tutti.

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Emancipazione

Posted by kaiza su 16/03/2008

Allarme in Vaticano: un matrimonio fallito su 5 annullato dalla Sacra Rota

Dice Gian Ettore Gassani, presidente dell’Associazione matrimonialisti civili italiani: «Ormai un matrimonio fallito su cinque in Italia viene sciolto da un Tribunale ecclesiastico. Le richieste stanno aumentando da tre anni del 20-25 per cento».

Ma il fenomeno riguarda tutto il mondo. Nel 2005 i matrimoni religiosi sciolti dai Tribunali statunitensi in primo grado sono stati ben 24.343, le sentenze contrarie appena 998. Sempre nel 2005, le domande presentate negli Usa sono state 28.844 e in tutto il mondo 48.655, cioè quasi 50.000.

Questo scriveva su corriere.it Paolo Conti il 15 marzo 2008, cioè quasi il 30 giugno 2010! Ma lasciamo stare Il Matematico ai suoi dilemmi sull’algebra teorica e passiamo invece al vero eroe della giornata, uno di quei personaggi che davvero rappresentano lo spirito del nostro tempo e vorremmo avere sempre in redazione: VOX DAY, libertarista cristiano e scrittore di “The irrational atheist” (e si noti la squisita finezza nel gioco di parole vox day – vox dei).

Vox

“Come ho dimostrato in The Irrational Atheist, la religione non è una minaccia per alcun aspetto della scienza: non attenta alle basi del sapere, non attenta al metodo, non attenta alla professione. Non lo ha mai fatto.

Ciò non significa che oggi non esista una minaccia seria per quegli stessi aspetti. Neanche a dirlo, viene dalla stessa forza che per prima mette a rischio la sopravvivenza della civiltà occidentale: l’egualitarismo femminile“. Che lui chiama equalitarismo, ma tant’è. Se le egualitarie riuscissero nel loro intento, sostiene, fra trent’anni “la comunità accademica scientifica in America non sarebbe più intellettualmente rispettabile o rilevante di quanto lo siano oggi gli studi delle femministe”.

E continua: “l’idea di lezioni di biologia fatte da professoresse lesbiche che credono che la procreazione eterosessuale sia un mito o di corsi di algebra tenuti da donne che non sanno fare le divisioni può sembrare impossibile, oggi. Ma se parlassimo con uno sviluppatore software, egli sarebbe senz’altro in grado di fornire numerosi esempi concreti di ingegneri informatiche, alcune laureate, che non sanno neanche da dove si inizi a scrivere un programma.

Le donne adorano l’educazione; è l’applicazione pratica che non va loro particolarmente a genio.”

In sostanza, le istituzioni crolleranno e sarà la catastrofe. D’altra parte “è scritto: ‘le donne sono la rovina di tutto’. […] E così, in un futuro non troppo lontano, due più due farà finalmente cinque se una donna penserà che debba, o quantomeno lo farà finché gliene durerà l’estro“.

Puttane.

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Intermezzo (1)

Posted by kaiza su 14/03/2008

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La redazione di Ottocento è lieta di inaugurare la sezione Intermezzo, che ospiterà periodicamente alcune strisce di Emiliano Mattioli, autore di Gigi la Piccola Oloturia (da cui è tratta questa).

Perché sono disegnate male, perché hanno un umorismo vittoriano e sostanzialmente perché non sapevamo come riempire lo spazio fino alla prossima polemica fittizia che può interessare solo beppegrillini che ridono dell’ultimo pps obsoleto ricevuto e lo inoltrano tra un lavoro noioso e il ritorno di due ore in tangenziale verso la loro villetta triste a Brembate sul loro SUV per il quale i loro figli dovranno rinunciare alla futura dignità notizia di cronaca italiana.

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Ride bene chi ride ultimo

Posted by kaiza su 12/03/2008

Olanda: sì al sesso libero nei parchi

AMSTERDAM (OLANDA) – Si potrà fare sesso senza problemi, anche di giorno, ma guai a fumarsi una sigaretta dopo il rapporto e a gettare il mozzicone per terra: allora potrebbe arrivare una salatissima multa. Una bozza di regolamento messa a punto dagli esperti della polizia olandese – che dovrebbe entrare in vigore dopo l’estate – parla chiaro: appartarsi in un giardino pubblico e lasciarsi andare a libere effusioni, dal petting al rapporto sessuale completo, d’ora in poi non dovrà più essere considerato un comportamento perseguibile, almeno in Olanda.

LE REGOLE – Gli amanti del sesso nei giardini pubblici dovranno però rispettare alcune semplici regole: rispettare gli orari, appartandosi solo dal tardo pomeriggio in poi; piazzare la coperta lontano dall’area giochi riservata ai bambini; gettare i preservativi e l’eventuale sigaretta negli appositi cestini.

Esultano le associazioni gay: “Vietare non è mai servito a nulla, e ora stare nei parchi sarà più sicuro”.

NEL FRATTEMPO, SEMPRE IN OLANDA

Gay Iranian teen loses asylum appeal

(CNN) — The Netherlands has rejected an asylum plea by a gay Iranian teenager trying to escape possible persecution in his homeland.

Mehdi Kazemi, 19, had originally sought asylum in Britain, where he was taking classes on a student visa, because, he said, his boyfriend had been executed in Iran after saying he and Kazemi had been in a gay relationship. Britain’s Home Office rejected his request, prompting Kazemi to flee to Netherlands.

Tuesday’s decision by the Council of State — the highest administrative court in the Netherlands –means Kazemi could face deportation to Britain, which he fears will send him back to Iran.

[…]

“If anybody signs his deportation papers and says, look, he’s got to be deported to Iran, that means they have signed his death sentence,” said Kazemi’s uncle Saeed, who asked CNN to withhold his last name over safety concerns.

Esulta Monsignor Girotti.

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Girotti FTW!

Posted by kaiza su 10/03/2008

Un “Corso sul foro interno” per formare meglio i confessori

Organizzato dal tribunale della Penitenzieria apostolica

Il corso, tenuto dal 3 al 8 marzo aveva come scopo di dare alla Chiesa “confessori più formati”, a causa della crisi in cui si trova il sacramento della penitenza.

Proprio per affrontare questi problemi, la Penitenzieria apostolica ha promosso il Corso, che mira a “irrobustire la formazione dei sacerdoti, ministri della riconciliazione”.

Intervenendo all’evento, ricorda “L’Osservatore Romano”, monsignor Girotti si è soffermato “sul sacramento della penitenza e su alcuni particolari aspetti della missione del confessore, in rapporto ad alcune categorie di penitenti ritenute ‘speciali’”.

Il primo riferimento è per i divorziati e le coppie irregolari, di fronte ai quali “la dottrina e la prassi ufficiale della Chiesa cercano di percorrere una via che le consenta comunque di rimanere fedele al mandato di amministrare il perdono e la misericordia di Dio”.

Per questo motivo, “il confessore ha il dovere di proporre di volta in volta soluzioni che portino alla sanazione della situazione o alla trasformazione della convivenza in un rapporto di amicizia e di solidarietà, uniche condizioni per potersi nuovamente accostare all’Eucaristia”.

Un impegno particolare viene richiesto al confessore per quanto riguarda la categoria dei peccatori tra le persone consacrate o i candidati al sacerdozio o alla vita consacrata.

In questo caso, il confessore deve porsi come “giudice giusto” o “buon medico dello spirito”, ricordando che “spesso la durezza è stata fatale per molti”, e quindi senza “mai assumere il tono apocalittico”.

Circa coloro che mostrano tendenze omosessuali nel loro percorso di avvicinamento al seminario e agli ordini sacri, monsignor Girotti ha ricordato che “la Chiesa non può ammettere al seminario o agli ordini sacri coloro che praticano l’omosessualità, presentano tendenze omosessuali profondamente radicate o sostengono la cosiddetta ‘cultura gay’, cioè quei candidati che presentano un’attrattiva esclusiva nei confronti di persone dello stesso sesso – indipendentemente dal fatto che abbiano o no vissuto esperienze erotiche”.

In questi casi, il confessore deve saper discernere “la tendenza omosessuale profondamente radicata” e quella “non profondamente radicata”. Nel primo caso è prevista l’esclusione; nel secondo devono essere trascorsi almeno tre anni senza recidive per ottenere l’ammissione.

Monsignor Girotti si è quindi soffermato su alcuni “casi complessi e delicati”, come i fenomeni diabolici o mistici o di presunta soprannaturalità, gli scrupolosi e i recidivi.

Se per i fenomeni diabolici si consiglia l’intervento dell’esorcista e per quelli di misticismo di confessori esperti, nel caso degli scrupolosi e dei recidivi la situazione è diversa.

Gli scrupolosi sono coloro che passano da un confessore all’altro per paura che il primo o quelli successivi l’abbiano frainteso o non abbiano ben capito il suo peccato e sentono il bisogno di riconfessarlo; i recidivi sono invece quelli che continuano a ricadere nello stesso peccato per il quale continuano a confessarsi. In questi casi, spiega il quotidiano vaticano, il confessore deve agire con saggezza per venire incontro alle necessità dei fedeli facendo loro comprendere la verità.

La disinvoltura con cui Monsignor Girotti allinea i divorziati e gli omosessuali ai soggiogati dal demonio ci ha lasciati deliziosamente avvinti. Ma chi è questo mostro della retorica contemporanea che risponde al nome di Girotti? E’ questo qui:

Nell’intervista, il presule francescano parla anche di casi di pedofilia che hanno coinvolto sacerdoti, esortando a “non sottovalutare l’oggettiva gravita’ di una serie di fenomeni che sono stati di recente denunciati e che portano con se’ i risvolti della fragilita’ umana e istituzionale della Chiesa; al riguardo, pero’, non si puo’ non constatare come essa, preoccupata del grave danno infertole, ha reagito e continua a reagire con rigorosi interventi ed iniziative a tutela della immagine della Chiesa stessa e per il bene del popolo di Dio. Tuttavia – conclude – occorre pero’ anche denunciare l’enfatizzazione loro data dai mezzi di comunicazione, che, nel quadro di una mondanizzazione, gettano discredito sulla Chiesa“.

Alla redazione di Ottocento piace questo Girotti, piace molto. Ci piace soprattutto perché ci ricorda qualcuno…

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Caro vecchio Baghdad Bob, che fine hai fatto? Per la cronaca, la parte dell’intervista in cui parla dei pedofili è confermata anche qui. Lo diciamo perché su Petrus scrive anche un certo Luciano Moggi, anch’egli passato con pia disinvoltura dalla galera alla santità. Quindi non ci fidiamo tantissimo.

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Bullismo

Posted by kaiza su 8/03/2008

Bullismo: a Roma il concerto promosso dalla Polizia di Stato ‘note di sicurezza’. Oltre tremila giovani allo show con Baglioni, Fiorello ed altri

“Il bullismo é una piaga che si vince facendo capire che il prepotente non è il vincente” queste le parole di Claudio Baglioni alla apertura del concerto “note di sicurezza” organizzato dalla Polizia di Stato per sensibilizzare i giovani e la società intera contro una piaga che non è limitata agli ambiti scolastici ma pervade ogni settore della nostra vita.

“La musica è un modo diretto e originale per parlare ai giovani” – ha aggiunto il capo della Polizia – “per far sentire loro la nostra amicizia e vicinanza e ricordare che i valori del rispetto per se stessi e per gli altri, l’integrazione, l’aiuto alle fasce più deboli sono la base per una vita serena, bella e ordinata”

NEL FRATTEMPO, NEGLI STATI UNITI D’AMERICA

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