Ottocento

un approccio vittoriano alle sfide della società moderna

Girotti FTW!

Posted by kaiza su 10/03/2008

Un “Corso sul foro interno” per formare meglio i confessori

Organizzato dal tribunale della Penitenzieria apostolica

Il corso, tenuto dal 3 al 8 marzo aveva come scopo di dare alla Chiesa “confessori più formati”, a causa della crisi in cui si trova il sacramento della penitenza.

Proprio per affrontare questi problemi, la Penitenzieria apostolica ha promosso il Corso, che mira a “irrobustire la formazione dei sacerdoti, ministri della riconciliazione”.

Intervenendo all’evento, ricorda “L’Osservatore Romano”, monsignor Girotti si è soffermato “sul sacramento della penitenza e su alcuni particolari aspetti della missione del confessore, in rapporto ad alcune categorie di penitenti ritenute ‘speciali’”.

Il primo riferimento è per i divorziati e le coppie irregolari, di fronte ai quali “la dottrina e la prassi ufficiale della Chiesa cercano di percorrere una via che le consenta comunque di rimanere fedele al mandato di amministrare il perdono e la misericordia di Dio”.

Per questo motivo, “il confessore ha il dovere di proporre di volta in volta soluzioni che portino alla sanazione della situazione o alla trasformazione della convivenza in un rapporto di amicizia e di solidarietà, uniche condizioni per potersi nuovamente accostare all’Eucaristia”.

Un impegno particolare viene richiesto al confessore per quanto riguarda la categoria dei peccatori tra le persone consacrate o i candidati al sacerdozio o alla vita consacrata.

In questo caso, il confessore deve porsi come “giudice giusto” o “buon medico dello spirito”, ricordando che “spesso la durezza è stata fatale per molti”, e quindi senza “mai assumere il tono apocalittico”.

Circa coloro che mostrano tendenze omosessuali nel loro percorso di avvicinamento al seminario e agli ordini sacri, monsignor Girotti ha ricordato che “la Chiesa non può ammettere al seminario o agli ordini sacri coloro che praticano l’omosessualità, presentano tendenze omosessuali profondamente radicate o sostengono la cosiddetta ‘cultura gay’, cioè quei candidati che presentano un’attrattiva esclusiva nei confronti di persone dello stesso sesso – indipendentemente dal fatto che abbiano o no vissuto esperienze erotiche”.

In questi casi, il confessore deve saper discernere “la tendenza omosessuale profondamente radicata” e quella “non profondamente radicata”. Nel primo caso è prevista l’esclusione; nel secondo devono essere trascorsi almeno tre anni senza recidive per ottenere l’ammissione.

Monsignor Girotti si è quindi soffermato su alcuni “casi complessi e delicati”, come i fenomeni diabolici o mistici o di presunta soprannaturalità, gli scrupolosi e i recidivi.

Se per i fenomeni diabolici si consiglia l’intervento dell’esorcista e per quelli di misticismo di confessori esperti, nel caso degli scrupolosi e dei recidivi la situazione è diversa.

Gli scrupolosi sono coloro che passano da un confessore all’altro per paura che il primo o quelli successivi l’abbiano frainteso o non abbiano ben capito il suo peccato e sentono il bisogno di riconfessarlo; i recidivi sono invece quelli che continuano a ricadere nello stesso peccato per il quale continuano a confessarsi. In questi casi, spiega il quotidiano vaticano, il confessore deve agire con saggezza per venire incontro alle necessità dei fedeli facendo loro comprendere la verità.

La disinvoltura con cui Monsignor Girotti allinea i divorziati e gli omosessuali ai soggiogati dal demonio ci ha lasciati deliziosamente avvinti. Ma chi è questo mostro della retorica contemporanea che risponde al nome di Girotti? E’ questo qui:

Nell’intervista, il presule francescano parla anche di casi di pedofilia che hanno coinvolto sacerdoti, esortando a “non sottovalutare l’oggettiva gravita’ di una serie di fenomeni che sono stati di recente denunciati e che portano con se’ i risvolti della fragilita’ umana e istituzionale della Chiesa; al riguardo, pero’, non si puo’ non constatare come essa, preoccupata del grave danno infertole, ha reagito e continua a reagire con rigorosi interventi ed iniziative a tutela della immagine della Chiesa stessa e per il bene del popolo di Dio. Tuttavia – conclude – occorre pero’ anche denunciare l’enfatizzazione loro data dai mezzi di comunicazione, che, nel quadro di una mondanizzazione, gettano discredito sulla Chiesa“.

Alla redazione di Ottocento piace questo Girotti, piace molto. Ci piace soprattutto perché ci ricorda qualcuno…

bob.jpg

Caro vecchio Baghdad Bob, che fine hai fatto? Per la cronaca, la parte dell’intervista in cui parla dei pedofili è confermata anche qui. Lo diciamo perché su Petrus scrive anche un certo Luciano Moggi, anch’egli passato con pia disinvoltura dalla galera alla santità. Quindi non ci fidiamo tantissimo.

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Una Risposta to “Girotti FTW!”

  1. […] non vorrei gay in squadra. Grillini: omofobo. Girotti: merde! Ottocento: pena di […]

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