Ottocento

un approccio vittoriano alle sfide della società moderna

Primavera

Posted by kaiza su 22/03/2008

Stuntman morto: forse caduto male

(ANSA) – MILANO, 21 MAR – Potrebbe essere caduto fuori dal tappeto gonfiabile che serve per attutire la caduta Nicolo’ Ricci, lo stuntman di 30 anni morto ieri. E’ l’ipotesi avanzata oggi, dopo che gli agenti della Polizia scientifica hanno trovato del sangue su un altro tappeto, accanto a quello gonfiabile. L’uomo e’ morto in un cantiere di Sesto San Giovanni, mentre simulava un incidente sul lavoro per una fiction.

Di tutti i modi per iniziare male la primavera, costui ha certo scelto il più stronzo. La redazione di Ottocento, invece, ha scelto per voi i più irritanti:

1) Le cazzate da piazzisti

ROMA – «Ormai sono impegnato io, quindi si fa». Così Silvio Berlusconi, uscendo da Palazzo Grazioli, replica ai cronisti che gli chiedono quanto sia probabile una cordata italiana per Alitalia. La risposta è chiara: «Penso ci sia la possibilità di concretizzare una cordata italiana in pochi giorni: sono assolutamente fiducioso su questo e credo anche che si possa fare con il sostegno di importanti istituti di credito». «Vista la posizione di Air France non ci resta che dare vita a un’altra offerta che sarà sicuramente presentata da imprenditori italiani insieme alle banche. Si deve dare ad altri la possibilità di conoscere la situazione» ha poi aggiunto Berlusconi.

Questa è la tipica “Stronzata à la Berlusconi”, quelle che seguono l’iter predefinito: sparata, polemica, negazione della cazzata con la formula “io non ho mai detto che … ma i giornalisti stanno tutti dall’altra parte”. Quindi non ci soffermeremo oltre.

2) Le cazzate da piazzisti

La marcia dei cittadini italiani verso il futuro è pacifica. Lenta, inarrestabile, contagiosa, allegra come gli occhi di Bartali in una canzone di Paolo Conte. Si trasmette attraverso il virus dell’nformazione. Il cittadino informato partecipa alle Olimpiadi della verità. Il cittadino disinformato può solo guardarle in televisione.
La marcia per una libera informazione in un libero Stato è già iniziata in Rete. E’ come la lunga marcia di Mao, la marcia del sale di Ghandi. Ognuno sceglie la propria immagine, il proprio messaggio e, con altre centinaia di migliaia di cittadini, sfila in Rete per liberare l’Italia dalla camicia di forza della censura mascherata da informazione. Il potere ha il controllo dei media. Il potere ha il potere PERCHE’ ha il controllo dei media. Se i cittadini riprendono il controllo dei media la democrazia in Italia è ristabilita. Per questo siamo in marcia.
E’ primavera, aprite le finestre della vostra mente. Pensate, riscoprite il piacere di pensare da soli. Tirate un respiro e guardate il cielo. Può perfino essere azzurro con le rondini. Torniamo ad essere il Bel Paese. Perchè no? Tutto è possibile, anche liberarci dalla classe di parassiti che occupa la politica e l’informazione. Quando sfilate nella marcia del V2 day scambiatevi un segno di pace con i vostri vicini nella fila. E’ pieno di gente simpatica.
Iscrivetevi alla marcia e inserite nel vostro blog il banner con la vostra posizione.
Un giorno potrete dire io c’ero, tanto tempo fa, quando l’Italia era ancora un regime.

Questo è più interessante, ci sono slogan, c’è pubblicità, purtuttavia la sostanza ci dà da pensare. Beppe Grillo è un uomo del nostro tempo: un uomo che parla di internet, di blog, di virus dell’informazione come se fossimo nel 1999. E invece siamo nel 2008, e solo l’utente medio può ritenere innovativi tali concetti; lo stesso utente che, grazie a Beppe Grillo, scopre la libertà di Skype e dei suoi spyware. Come ogni detentore di potere mediatico che cerca di conservarlo, Beppe Grillo sfrutta la ritrita formula “They – bad, us – good”: si sostituisca alla parola “informazione” la formula “quello che dico io” e si otterrà che solo i Beppegrillini partecipano alle Olimpiadi della Verità(TM) – retoricamente simili alla Casa delle Libertà(TM) – che l’ininfluente Popolo della Rete ha già iniziato la sua marcia per abolire la censura, per arrivare in seguito al punto topico:

Il potere ha il controllo dei media. Il potere ha il potere PERCHE’ ha il controllo dei media. Se i cittadini riprendono il controllo dei media la democrazia in Italia è ristabilita.

Dunque.

Innanzitutto è tipicamente populista e qualunquista la reificazione di un concetto in sostanza. Dire che “il potere” ha il controllo dei media ci ricorda l’impersonale “they control us” tanto in voga tra i gruppi di punk sedicenni. E’ un’affermazione di una tale genericità da non essere per nulla informativa o utile alla discussione. Insomma, sembra Flavia Vento quando diceva che “noi, i buoni, ci dobbiamo unire contro i cattivi” in un’intervista di Fabio Volo.

La seconda affermazione è la tipica “Stronzata à la Beppe Grillo”, dove prende un fatto vero (il controllo dei media crea potere) e lo sovraestende banalizzandolo abbastanza da farlo diventare falso: il controllo dei media, infatti, è solo una delle tante concause che permettono a determinati individui di avere molto potere.

L’ultima affermazione è semplicemente assurda: in democrazia i cittadini eleggono un governo in loro rappresentanza, per cui l’unico modo che avrebbero per (ri?)prendere controllo dei media sarebbe che lo Stato controllasse ogni mezzo di comunicazione. Il che è democraticamente buffo. L’alternativa è l’antistatalismo berlusconiano, per cui i cittadini lottano contro lo Stato per a) contribuire al suo fallimento del quale poi si lamentano o b) semplicemente cambiare gli assetti di potere.

“Riscoprite il piacere di pensare da soli”, mentre SFILERETE, come tutti gli altri, nella MARCIA che uno che non conoscete VI HA DETTO di fare. Kudos.

3) Le cazzate da piazzisti

Vocabolario Garzanti:
Voto [vó-to]:
1. espressione della volontà, quando si deve eleggere qualcuno o si deve decidere qualcosa collettivamente.
Utile [ù-ti-le]:
1. che può essere usato, che può appagare un bisogno
2. che apporta un vantaggio, un profitto; che è di giovamento efficace.
Il voto del 13 aprile non è contemplato dal vocabolario, non possiamo infatti eleggere qualcuno, ma solo fare una croce su un simbolo di un partito. Anche la decisione collettiva è esclusa dalle elezioni politiche. Non è infatti un referendum e neppure una proposta di legge popolare.
Per un utilizzo aggiornato della parola “voto” va quindi introdotto un nuovo significato:
1. manifestazione di carattere rituale con cui i cittadini ratificano le scelte dei partiti.
Passiamo all’aggettivo “utile”. Qui andiamo senz’altro meglio.
L’aggettivo “utile” insieme alla parola “voto” risignificata è perfetto: “voto utile”.
Il voto utile può “essere usato, può appagare un bisogno”. E’ facile dimostrarlo. Sottrae ai processi i condannati, riabilita i pregiudicati, sistema le mogli, stimola le amanti e piazza i figli di. Il voto utile “apporta un vantaggio, un profitto ed è di giovamento efficace”. Il ritorno economico è indubbio 25.000 euro al mese, la pensione dopo due anni e mezzo, le auto blu e, solo per i trasgressivi, coca e puttane e gli elicotteri dell’Aeronautica Militare.
La campagna per il voto utile è senza confini. Morfeo Napolitano lo ha ricordato in suo raro momento di veglia dal lontano Cile. Ha difeso i partiti, espressione della democrazia, e attaccato i facili populismi. Poi ha ripreso a dormire.
Lo psiconano e Topo Gigio sono da sempre in prima fila per il voto utile. Se li voti sei utile, altrimenti no. Testa d’Asfalto senza il vostro voto non avrebbe più Rete 4, i suoi amici pregiudicati, i conflitti di interessi. Il sindaco de Roma sarebbe costretto a andare in Ruanda o in Madagascar a scrivere libri e a salvare l’umanità in pericolo. Fatelo per loro. Fatelo per voi. Mandateli a fanculo il 13 aprile con un “non voto utile” alle elezioni politiche.
[nón] [vó-to] [ù-ti-le]:
1. riconquista dello Stato da parte dei cittadini
2. delegittimazione del parassitismo dei partiti.
V-day 25 aprile. Informazione libera in libero Stato.

Beppe Grillo ci fornisce non uno, ma ben due motivi per iniziare male la primavera. In questo intervento il populismo, l’antistatalismo e la laidezza dominano su tutto. Anzitutto, inventare nomignoli buffi contro i propri avversari per screditarli è uno dei mezzi più antichi per far gruppo (e ritorniamo al “they – bad, us – good” di cui sopra) ma certo non è mai stata un’argomentazione legittima. Proviamo anche noi: Mr. Informazione, che cosa pensi di fare per fornire effettivamente delle informazioni a chi ti legge, invece che dei semplici… uhm… slogan? Invettive?

Domanda diretta: in che modo l’astensionismo di un milione di Beppegrillini potrà permettere ai cittadini di “riconquistare lo stato”? Qual è la strategia? Soprattutto: in che misura un paese che fa del lassismo politico, del qualunquismo e della superficialità di giudizio la sua bandiera potrà essere migliorato da un sistema massmediale che rinforza questi atteggiamenti? Dire “sono tutti uguali” o “mandiamoli a casa tutti, anche quelli bravi perché non hanno fatto niente per fermare gli altri” significa diminuire la capacità di un ipotetico microscopio di discriminare gli eventi dall’ordine del millimetro al metro. La banalizzazione non è informazione, né è un valido modo per acuire la sensibilità critica delle persone.

Forse non è chiaro:

LA BANALIZZAZIONE NON E’ INFORMAZIONE

4) Le cazzate da piazzisti

findomestica.jpg

Che dire? Sicuramente iniziare la primavera con un mostro verde che ti dice cosa ne sarà di te indicandosi il cazzo non è ciò che vorremmo ogni anno.
Forse, però, la cosa peggiore che possa capitare (prima del morire simulando la morte), è aprire il browser e scontrarsi con…

5) Gli editori dell’ANSA che hanno deciso di essere ironici

ansa-21.jpg

E buona camicia a tutti.

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3 Risposte to “Primavera”

  1. spumone said

    di nuovo “sia lodato gesù cristo!”

    per quanto riguarda il mostro verde…almeno arriva subito al dunque

  2. […] da kaiza su 22/06/2008 Forse ricordate che, tra i molti modi per iniziare male la primavera, uno è un mostro verde che ti dice cosa ne […]

  3. glenn beck said

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