Ottocento

un approccio vittoriano alle sfide della società moderna

la Festa della Libertà

Posted by kaiza su 5/04/2008

Solitamente, la redazione di Ottocento è troppo occupata a sfruttare stagisti e a cercare nuovi paesi da colonizzare per prestare attenzione a tutto lo spam che riceve. L’altro giorno, tuttavia, ci è arrivato questo:

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Tralasciando che un partito codardo e incoerente come Alleanza Nazionale ci ispira tutto tranne che sicurezza, il volantino ha attirato la nostra attenzione. Sarà stato lo slogan simpatico e accattivante. Sarà stata la figura da nerd che fa capolino come a dire “Ehilà. Ehm… so-sono Fidanza… scusate se interrompo”. Sarà stata la sua camicia azzurra a quadri.

Sta di fatto che abbiamo deciso di interessarci. Carlo Fidanza è un laureando trentaduenne in “Scienze della Cooperazione Internazionale per lo Sviluppo” all’Università Cattolica. Il titolo è inventato, ma riteniamo si riferisca al biennio specialistico in Scienze delle relazioni internazionali per lo sviluppo successivo al corso di Laurea triennale in Scienze politiche e delle relazioni internazionali ad indirizzo Cooperazione, sviluppo e pace. Roba tosta, che prevede esami come Sociologia del mutamento… In pratica, Fidanza sarebbe il perfetto candidato per spalare carbone gratis nelle caldaie di Ottocento.

E invece è in politica. Perché? Ce lo spiega lui stesso:

Entro giovanissimo nel MSI-DN, contagiato dalla forza morale di un partito rimasto estraneo al malcostume della Prima Repubblica. E’ la stagione di Fini candidato a sindaco di Roma, della grande rivoluzione che nel 1994 vede la costruzione del Polo per le Libertà e per la prima volta l’approdo della Destra al governo dell’Italia.

E anche:

Inizio ad interessarmi alla politica giovanissimo, nei primi anni ’90, spinto dalla volontà di reagire agli scandali di Tangentopoli e di costruire un’Italia nuova, forte e libera.

A 18 anni, mentre noi si sperimentava la delusione che in realtà non sarebbe stato davvero così eccitante entrare in un cinema porno, Fidanza veniva contagiato dalla forza morale della destra e decideva di costruire un’Italia nuova, forte e libera. Visionario, determinato, sempre un passo più avanti dei coetanei. Un po’ come dimostrano i suoi successi universitari. Tuttavia, anche noi abbiamo passato Sociologia dei fenomeni collettivi con 23, e questa spiegazione ancora non ci basta. Leggiamo, però:

In quegli anni frequento il Leonardo, una scuola storicamente egemonizzata dalla sinistra studentesca, e lì mi faccio le ossa promuovendo con successo liste di destra e venendo più volte eletto come rappresentante degli studenti.

Ora tutto è chiaro.

Fidanza, per caso eri quello introverso e insicuro che non riusciva a differenziarsi dallo stile dei suoi coetanei in maniera abbastanza originale da essere costretto a ricorrere a modelli arcaici per darsi un tono anticonformista? O hai semplicemente preso gli schiaffi in bagno da un giovane comunista?

Ma ora rischiamo di essere troppo critici, alla fine Fidanza è un giovane, è uno di noi. Lo afferma lui stesso nel retro del volantino, dove sono presenti i dieci impegni “per la nostra generazione”; nove, in realtà “il decimo impegno sceglilo tu”. Flessibile. Selezioniamo i più buffi:

1. scuola e università di qualità

Uh, sì. Solo una cosa: la tua generazione di solito l’ha già finita da otto anni, l’università.

2. abolizione del libro di testo obbligatorio contro il caro libri e la cultura faziosa

Questo ovviamente ha come unico obiettivo l’adozione di testi revisionisti del Fascismo. Unico. Obiettivo. La redazione di Ottocento, naturalmente, non ha niente in contrario a riguardo. Anzi, speriamo che lo stesso venga applicato alla Matematica, che gli studenti potranno studiare avvalendosi – come sussidio – della cabala ebraica; alla Geografia, imparata tramite Il Grande Atlante delle Terre di Mezzo; alla Religione Cattolica, scoperta attraverso il punto di vista della Bibbia Satanica.

Fidanza è un giovane. E’ uno di noi. E come noi abita davanti al Rolling Stone, nel tipico quartiere dei precari che studiano e lavorano. Per venire incontro ai gusti della nostra generazione, inoltre, ha deciso di organizzare una grande festa per propagandare il proprio partito. Ora vi preghiamo di prendere un profondo respiro.

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Per circa trenta minuti, la reazione di Ottocento è stata più o meno questa.

Secondo costoro, la formula della gioventù è Fidanza + La Russa + Calà + Pucci al Lime Light? Andiamo con ordine:

1) Fidanza abbiamo già capito chi è. Poi c’è

2) Ignazio La Russa, classe 1947, nome e volto nuovo della politica italiana, la cui attività a sostegno dei giovani è stata votare il rifinanziamento delle missioni internazionali. Stage all’estero?

3) Jerry “ma tu ti droghi???” Calà. Lo conosciamo tutti, è un paninaro; e i paninari sono morti. Come la credibilità di AN. Ma almeno iniziamo ad intuire quale sia la generazione a cui si sente di appartenere l’amico Fidanza (che peraltro, ci accorgiamo ora, sembra l’abbreviazione à la sandwitchèse di “fidanzata”, “squinzia”. E’ un caso?).

4) Andrea Pucci di “Colorado Cafè”. Esatto, neanche noi sapevamo chi cazzo fosse prima di oggi, ma il solo fatto di appartenere ad un programma comico che non fa ridere ci aveva già aiutato a collocarlo. Per la cronaca, comunque, è questo qui:

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E’ il momento di un secondo respiro.

“…a proposito, c’è qualche meridionale in sala? Buonasera, benvenuto. No, perché a Milano non c’è più un milanese. L’altro giorno ho preso il tram, gli ho detto ‘scusi, devo scendere in piazza Castello’. [Pessima imitazione dialetto] ‘La seconda è la tua’. Gli ho detto ‘va bene, non c’è problema, non si incazzi’ perché sai, bisogna stare attenti anche a parlare. Totale, sono stato fregato anche dalla mia donna.”

Poi continua con i soliti stereotipi che facevano ridere solo le comunità contadine nel 1912. Ora:

1) “Totale” dev’essere il suo modo giovane per dire “insomma”, e questo già lo categorizza nella generazione Pezzali-Repetto…

2) …tralasciando il fatto che la sua maniera di introdurre il pessimo teatrino sulle donne in realtà non è una conseguenza logica di quanto detto prima. Chi avevamo tacciato di incoerenza, in apertura? Giusto.

3)

NON FAI RIDERE

4) forse non è chiaro:

NON FAI RIDERE

5)

NON FAI RIDERE

6) Oltre a questo, Andrea Pucci è la versione con vent’anni di meno (e le stesse battute) di Massimo Boldi. L’erede del suo scettro comico, potremmo dire. E, come Massimo Boldi, appartiene ad una categoria molto ben definibile: i subpadani. I subpadani sono quei nord-italici dalla cultura inferiore che alimentano gli stereotipi e la derisione nei confronti di tutti coloro che al nord ci son nati. E’ la gente che abita a Brembate per scelta, è l’istruzione appresa dal padre che l’ha appresa da suo padre, che non era istruito. Quelli con la pistola in casa che “fosse per me gli sparerei a tutti, ‘sti extracomunitari”. E lo farebbero, senonché hanno paura di ritorsioni. Quelli armati e senza palle, insomma. Quelli che, per lo stesso principio, fanno affermazioni di estrema intolleranza e poi ridono, e poi le ripetono e poi ridono, perché hanno paura che se fossero presi davvero sul serio, essendo fuori casa e disarmati, rischierebbero le sberle. Chi avevamo tacciato di codardia, in apertura? Giusto.

Ebbene, la combriccola di fenomeni si riunisce al Lime Light, ex Propaganda, ritrovo di tamarri negli anni ’90. E qui si chiude il decennio della generazione di Fidanza. Proponiamo un nuovo slogan per la sua candidatura:

Fidanza. Un approccio paninaro alle sfide della società moderna.

Libidine coi fiocchi.

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2 Risposte to “la Festa della Libertà”

  1. spumone said

    ma sul biglietto i punti li hanno messi a cazzo o sbaglio?

    post eccezzionale.

  2. 100%Fake said

    Ahahahahahahahahahahahaha!
    Non leggevo niente di così divertente da un secolo!

    Peccato che invece di quel pirla di Pucci non abbiano invitato Enzo Braschi, nella sua memorabile versione del paninaro.
    “Fidanza: trooooppo giusto!”

    Grazie Spumone per la segnalazione, ne valeva la pena!

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