Ottocento

un approccio vittoriano alle sfide della società moderna

Noooooooooo!

Posted by kaiza su 27/05/2008

Vi ricordate del BITTE? Ecco, lo stato imperialista fascista L’HACCHIUSO! Porci maledetti!

La redazione di Ottocento è stata molto colpita da queste parole. Parole dure. Parole come, per esempio:

Ha avviato collaborazioni con il carcere Beccaria di Milano, l’associazione Handicap e il progetto Puzzle for Peace

Parole come “mercato vintage”, “presenza di rilievo” in “Fa La cosa Giusta”, “designers”, “djs”, “promoters”, “anni luce dai vecchi schemi ideologici”, “campo di battaglia culturale”, “stimoli interessanti e creativi”…

Parole, infine, come “free bitte”, che è l’anagramma di “free tibet”. Che divertente. Ecco, dopo tutte queste parole la nostra domanda è la seguente:

E QUALE PARTE DI “SIETE UNA FOTTUTA DISCOTECA” NON E’ CHIARA?

Invitiamo i soci a riflettere sul significato arbitrario, ma non per questo meno appropriato, di puro pretesto.

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3 Risposte to “Noooooooooo!”

  1. Peter said

    Premettendo che il volantino fa cagare per come come e’ scritto, non capisco tuto questo accanimento contr il Bitte. Non e’ peggio di altri Circoli Arci, categoria verso la quale allora bisognerebbe allargare l’invettiva. Ma a che pro? Se non ci fossero sarebbe l’insieme dell’offerta culturale, o se vuoi ridimensioniamo a “notturna”, a rimetterci. D’accordo che si tratti di una forma di elusione fiscale, talvolta, ma e’ cmq meglio che occupare uno spazio e agire nella completa illegalita’ o essere un regolare “pubblico esecrizio” con ingressi dei biglietti alle stelle e camerieri pagati in nero. Non capisco nemmeno l’accanimento verso l’idea di “discoteca” rifutata dagli stessi del Bitte. Se vuoi chiamalo “club” ma in sostanza si tratta di musica elettronica, che, se di buon qualita’, ha la stessa dignita’ degli altri generi ed espressioni musicali.
    Che sia un luogo che avrei frequentato o meno, mi spiace che a Milano abbia chiuso un posto come il Bitte.

  2. arp said

    A me il Bitte sta in culo, ma questo ovviamente non significa che sia d’accordo sulla chiusura. Ne so troppo poco e da quello scritto sul volantino (“la tesi dell’annonaria”) non si capisce in base a cosa debba essere chiuso il Bitte ma possano rimanere aperti il Magnolia, La Casa 139 e via dicendo…
    C’è da dire però che, a prescindere da tutto, l’adozione dello slogan FREE BITTE è davvero agghiacciante!!!

  3. Fede said

    E dire che io sto Bitte qui non l’avevo neanche mai sentito. Non vivro’ nel mondo dei djs ne’ tantomento in quello dei designers, ma mi sento troppo out… Bella Peter :p

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