Ottocento

un approccio vittoriano alle sfide della società moderna

Una piccola perla

Posted by kaiza su 19/05/2009

Prendiamo una notizia irrilevante:

US ‘cyber-bully’ mother indicted

 

 

A Missouri woman who allegedly used a fake MySpace profile to bully a girl who later committed suicide has been indicted by a federal Grand Jury.

Lori Drew, 49, allegedly posed as a boy on the website to befriend Megan Meier, 13, who hanged herself after he broke off the virtual relationship.

In sostanza, si accusa questa Lori Drew di essersi finta un ragazzo su MySpace, di aver iniziato una relazione virtuale con Megan Meier, di averla bullata e di averne provocato il suicidio dicendo cose tipo “il mondo sarebbe migliore senza di te“. E probabilmente è vero. Fin qui la storia ci strappa solo il solito sorriso, quello che riserviamo a quando il simbolico causa sproporzionate reazioni nel reale (quindi più o meno a ogni cosa che succede nel mondo). Tra l’altro, la redazione di Ottocento ritiene che il suicidio sia un modo molto più fresco e genuino di dichiarare “non sono adatto alla vita” rispetto all’essere un fan di Ligabue.

Il tutto assume contorni decisamente comici, però, quando entrano in gioco il Banale(TM)…

Meier’s mother, Tina Meier, told CNN in November that her daughter had self-esteem issues and had struggled with depression since childhood.

[…]

U.S. Attorney Thomas P. O’Brien said in a written statement.”Any adult who uses the Internet or a social gathering Web site to bully or harass another person, particularly a young teenage girl, needs to realize that their actions can have serious consequences,” O’Brien said.

…e l’Assurdo(TM):

Missouri prosecutors declined to file charges against Drew, saying there was no law under which she could be charged.

“There is no way that anybody could know that talking to someone or saying that you’re mean to your friends on the Internet would create a substantial risk,” St. Charles County Prosecutor Jack Banas said. “Under the law, we just couldn’t show that.”

E infatti la rincoglionita (non la bambina, la donna) rischia sì vent’anni di carcere, ma in totale – e sostanzialmente per aver infranto i termini del servizio:

Drew is charged with one count of conspiracy and three counts of accessing protected computers without authorization to obtain information to inflict emotional distress on Meier, who is identified in court documents as M.T.M. Each count against Drew would carry a maximum penalty of five years in prison upon conviction.

Qui già siamo alle grasse risate, ma ecco la perla:

Drew and her alleged co-conspirators never read the terms of service, so they could not have intentionally violated them, defense attorneys argued.

“The defendant is on trial for intentionally violating MySpace’s terms of service,” the motion says. “However, the government has offered no evidence whatsoever that the defendant or any of the alleged co-conspirators intentionally violated MySpace’s terms of service.”

AHAHAHAHAHAH! Tralasciando l’infantile “l’imputato è sotto processo per avere intenzionalmente violato i termini, ma siccome non l’ha fatto intenzionalmente, allora non può essere sotto processo” (e non esiste alcun “attuale Re di Francia”, aggiungiamo noi), questa è la difesa più stronza che abbiamo mai sentito:

“No, oh, come la multa??

…eh, ho capito che c’era il cartello ‘vietato fumare’, ma chi cazzo l’ha letto, dai!”

A sto punto speriamo la assolvano.

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