Ottocento

un approccio vittoriano alle sfide della società moderna

Curiosity killed the kraut

Posted by kaiza su 27/05/2009

German cannibal movie ban lifted

 

A horror film based on the real story of cannibal Armin Meiwes can now be shown in Germany, a court has ruled.

Screenings of Rohtenburg were banned in 2006 after a court ruled the film infringed the convicted 47-year-old’s personal rights.

But a court in Karlsruhe said public interest outweighs his complaint the film would cause him emotional damage.

Armin Meiwes era quello che aveva timidamente alzato la mano e chiesto: “err… per caso qualcuno vuole essere mangiato?” E un tizio gli aveva risposto: “HELL YEAH!“. Complimenti per l’euforia, ma ci tocca dirlo: la storia del danno emotivo è ridicola. Ci pare già di sentire i cori da una parte…

 “E’ ridicola sì, questo è un pazzo scatenato cannibale e adesso si mette a frignare che un film su di lui lo urta. Uuuh, poverino! Pena di morte ci vuole, pena di morte!”

…e dall’altra:

“Questo è un sopruso dei diritti umani! Cioè, mi state dicendo che solo perché è un criminale – per quanto disgustoso possa essere – non ha più libertà individuali?????? Cioè, nessuno tocchi Caino!!!”

Calma, signori, calma. Perché da un lato si fotta Caino, e tutto il Vecchio Testamento con lui. E dall’altro perché Meiwes è un visionario e un fenomeno. Pensateci. Stava ascoltando “Sei grande” di Nek e ha riflettuto: “Mmmmh, quale persona posso dire ‘viaggi sulle mie frequenze’? Ma certo! Una che si lasci… uhmmm… macellare e consumare.” E l’ha trovata, nei panni del simpatico Bernd Jürgen Brandes, un uomo il cui nome è più che un destino, è già una sentenza. Così i due si sono incontrati, si sono piaciuti, hanno provato a fare una cenetta a base di Jürgen-cazzo flambé e poi, come in tutte le storie di intensa passione, il Nostro ha accoltellato la sua Bella e l’ha dissezionata. Uh, grazie per il finale a sorpresa Otello *yawn* what’s next?

No, non è per la storia che Meiwes è un fenomeno. Né per il non aver infranto la legge, al massimo il buon gusto (ops, doppio senso). Meiwes è un grande perché è riuscito a trovare la sua vittima su internet nel 2001. Cioè tre anni prima della nascita di Facebook! Come cazzo avranno fatto a mettersi d’accordo senza essere ufficialmente “friends”? Precursori…

Comunque, cari amici, la storia del danno emotivo è ridicola per quanto segue:

The makers of the movie argued that Meiwes’ case did no more than provide inspiration for their film in which German actor Thomas Kretschmann plays a cannibal named Oliver Hartwin.

[…]

The court ruled that the producers’ right to artistic freedom, together with Meiwes’ own previous efforts at marketing the gory deed, outweighed his personal rights.

[…]

Meiwes gave many interviews on himself and the crime and signed a marketing contract with a production company in 2004.

The case has been the subject of a book, several additional films, and songs by Rammstein and Marilyn Manson.

Aaaah, in quel senso “emotivo”. Nel senso di quando hai il copyright infranto. Ma succhia il cazzo di Bernd Jürgen Brandes…

 

 

 

PS: ma è normale che la BBC riporti questa notizia nella sezione “intrattenimento”?

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Una Risposta to “Curiosity killed the kraut”

  1. antenor said

    Intrattenimento probabilemente era inteso nel senso di “ricevimento/party”, secondo me doveva essere inserito nella sezione “diritto” e sottosezione “diritto umano”. Povero Armin un danno emotivo potrebbe segnarlo per il resto della sua vita.

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