Ottocento

un approccio vittoriano alle sfide della società moderna

Archive for the ‘Old news’ Category

Facciam di conto

Posted by kaiza su 30/03/2010

Chi ha vinto nel Lazio, per esempio?

2005 2010 %
Sezioni 5187 5266 +1,5%
Nazi-pirla 269.570 (Lista storace + Mussolini, rauti et al.) 97.878 (La Destra) -64%
Berluscoalizioni 892.500 (AN + FI) 937.054 (Polverini presidente + PDL) +5%
Gli Inutili 934.033 (PD + Marrazzo) 765.709 (PD + 2 liste Bonino) -18%
I radical chic 162.233 (Rifondazione)
quelli che “Vergogna!” 28.658 (Idv) 211.420 (Idv) +637%
Quelli di cui non sentiremo la mancanza 216.750 (UDC) 150.204 (UDC) -31%

Come riferimento ho usato quest0 e questo. Certo, non si tratta di indagine scientifica: per esempio, data la tendenza dei partiti ad APPARIRE E SCOMPARIRE come se non fossero un importante punto di riferimento degli elettori, ho dovuto presupporre chi si fosse trasformato in cosa (esempio: PD 2005 = PD 2010 + Bonino), e data la mia ignoranza politica è dura.

Per ora, pare che l’Amore abbia prevalso sull’Inerzia ma non sull’Odio, che in effetti si erge vincitore a fine battaglia. Due domande:

  1. Dove sono andati i fascisti?
  2. Rifondazione -> Di Pietro?

Una terza domanda: come contribuire a questo post?

  1. Migliorando il campione. Dove dovrebbero confluire i partitini che prima c’erano e adesso non ci sono più (esempio: Avanti Lazio, AHAHAHHAHAHA!) e viceversa?
  2. Cercando di tirare le somme:
    1. Qual è la relazione tra l’aumentato numero delle sezioni e i risultati finali?
    2. I potenziali elettori sono aumentati, così come gli astenuti. Chi avevano votato nel 2005 i nuovi astenuti?
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Varie ed eventuali

Posted by kaiza su 9/07/2009

Come sapete, il DDL N. 1195-B e’ diventato ufficialmente legge, grazie al fatto che “l’opposizione” ha abbandonato l’aula sperando di far mancare il numero legale. Su quali basi lo sperasse lo ignoriamo, giacche’ la maggioranza e’ sempre quella: “Ehi, noi siamo in 10, loro sono in 20. Il numero legale e’ 15. Forse se noi dieci usciamo dall’aula, loro venti rimarranno in quattordici!”

Mah. Comunque, si parlera’ molto di energia nucleare, che e’ un tema sempre assai interessante giacche’ nessuno ne sa un cazzo, e quindi la chiacchiera puo’ divampare e continuare ad libitum – magari proponendo la versione dell’esperto e quella di Giacomo da Novara nella stessa trasmissione e dedicando ad entrambe lo stesso tempo. Quello di cui si parlera’ di meno e’ questo:

Art. 57.

(Distruzione delle
armi chimiche)

    1. È autorizzata, a decorrere dall’anno 2009 e fino all’anno 2023, la spesa di euro 1.200.000 annui per la distruzione delle armi chimiche, in attuazione della Convenzione sulla proibizione dello sviluppo, produzione, immagazzinaggio ed uso di armi chimiche e sulla loro distruzione, con annessi, fatta a Parigi il 13 gennaio 1993, ratificata ai sensi della legge 18 novembre 1995, n. 496.

    2. Agli oneri derivanti dall’attuazione della disposizione di cui al comma 1, pari a 1.200.000 euro annui a decorrere dall’anno 2009 e fino all’anno 2023, si provvede mediante corrispondente riduzione dello stanziamento del fondo speciale di parte corrente iscritto, ai fini del bilancio triennale 2009-2011, nell’ambito del programma «Fondi di riserva e speciali» della missione «Fondi da ripartire» dello stato di previsione del Ministero dell’economia e delle finanze per l’anno 2009, allo scopo parzialmente utilizzando gli accantonamenti indicati nell’Allegato 2.

Encomiabile. Solo… programma “Fondi di riserva e speciali” nella missione “fondi da ripartire”? Che cazzo e’, la sottocartella “Varie” nella cartella “Varie” della cartellona “Soldi In Piu”?? Dalla serie “Storie di un Antipatico Contabile – Ep.56 – Viaggio nello sgabuzzino di Tremonti”…

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L’editoriale

Posted by kaiza su 18/06/2009

La notizia politica della settimana è il dissenso sollevatosi in Iran, per cui sarebbe d’obbligo darne un’opinione. La redazione di Ottocento, tuttavia, comprende pienamente come avere un’opinione riguardo qualcosa in cui non si è esperti non autorizzi a sentirsi un’autorità nel campo. Per la precisione:

  • Leggere i titoli dei giornali e, quando si ha tempo, qualche articolo, non rende “esperti”.
  • Avere una conoscenza “wikipedica” di cosa sia un “ayatollah” non rende “esperti”.
  • Leggere un libro su un particolare argomento non rende “esperti”.
  • Imparare a memoria i confini e la capitale del Sultanato dell’Oman non rende “esperti”.

Così, tenuti in considerazione i fattori discriminanti, abbiamo scorso i titoli di BBC e CNN e abbiamo cercato una notizia su cui ci sentissimo abbastanza preparati da commentarla senza il rischio di dire stronzate o di parafrasare ciò che è già stato scritto da altri (la cosiddetta “Tesi di Laurea Way”). Il risultato:

WASHINGTON (CNN) — Secretary of State Hillary Clinton fractured her right elbow Wednesday during a fall, State Department officials said.

“Ahi”.

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Noi facciamo cabaret

Posted by kaiza su 14/06/2009

Come forse sapete, il Movimento Sociale Italiano ha lanciato delle ronde atte a salvaguardarla sicurezza dei nostri balilla bambini.

Assicurano di non avere alcun pregiudizio razziale perché «che sia un italiano o un extracomunitario a creare problemi non fa differenza», né simpatie verso il fascismo, «un’ideologia anacronistica che fa parte della storia», dice Giganti.

Saya ha descritto la divisa che indosserà chi farà le ronde: camicia grigia con cinturone e spallaccio neri, cravatta nera, pantaloni grigi con banda nera laterale, basco o kepì grigio con il simbolo dell’aquila imperiale romana.

Mh.

Simboli e divisa «dicono chi siamo, allo stesso modo di polizia e carabinieri, e servono a essere riconosciuti come ronde, non per spaventare, altrimenti siamo pronti a modificare l’abbigliamento» precisa Roberto Guerra, coordinatore delle Guardie di Genova.

Il loro equipaggiamento completo prevede elmetto, anfibi neri, guanti di pelle e una grossa torcia elettrica di metallo nero.

Meno male che non serve a spaventare.

Nel senso, sai che paura vedere un energumeno vestito da ufficiale nazista che ti si avvicina con fare truce e tronfio e poi ti fa: “Bocia, hai finito di rompere i coglioni??” – con forte accento vicentino? E poi tira fuori… una GROSSA TORCIA DI METALLO NERO e ti tormenta sventolandoti il fascio di luce dritto negli occhi!

“Tremate tremate, le Ronde Nere sono arrivate!” Uuuh, che paura!

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Innovazione made in Cupertino

Posted by kaiza su 11/06/2009

Eh, grazie al cazzo.

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made in italy

Posted by kaiza su 9/06/2009

Dopo tanti alti e bassi sembra che il progetto Italia.it sia ancora nei cuori di alcuni governanti, e nel portafogli di tutti. Qualche giorno fa Silvio Berlusconi, in piena campagna elettorale, aveva detto di essere al lavoro per rinforzare il settore turistico, e che aveva pensato allo slogan “Magic Italy“.

Ci piace lo slogan “Magic Italy”. Suona nostrano. Speriamo che i cugini d’oltralpe prendano esempio e sostituiscano l’impopolare “Fête des lumières” con il più accattivante e moderno “Festival of Lights”.

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Don’t panic!

Posted by kaiza su 8/06/2009

Anche negli USA il digitale terrestre fa paura

Anche negli Stati Uniti il passaggio al digitale terrestre sta generando paure, preoccupazioni e polemiche, in vista del  12 giugno, giorno dello “swithc-off” (sic!), ossia dello spegnimento dei canali analogici.

Da Los Angeles a New York saranno circa 1000 i canali che “scompariranno” dall’etere, e milioni i cittadini che dovranno procurarsi e installare un decoder per continuare a vedere la TV. Il passaggio è percepito come un allarme, tanto che sono stati mobilitati persino i vigili del fuoco, per andare incontro ai milioni di famiglie del tutto impreparate.

Ah.

…come?

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esercizi di stile

Posted by kaiza su 30/05/2009

Ricordate la nerderie? Ecco, questo è ciò che capita quando sei un nerd della pesca, appassionato di film di fantapolitica tipo Syriana, ma di mestiere fai il giornalista:

Caccia al pesce siluro, killer dei fiumi

Sul Ticino la campagna finanziata dalla Ue per limitare la diffusione del gigante venuto dall’ Est. L’ ESPERTO «Pericolo anche dalla trota fario»

PAVIA – Sulla spiaggia del Ticino di Torre Isola, due passi da Pavia c’ è la base operativa della 1ª campagna italiana di contenimento e di studio del pesce siluro. Proposto dal Parco Ticino e finanziato dall’ Ue, è un piano ambizioso perché finora niente ha fermato l’ avanzata di questo pesce originario dell’ Est europeo, capace in pochi anni di cambiare l’ ambiente dei nostri fiumi. Le prime segnalazioni risalgono agli Anni ‘ 70. I pescatori del Po parlavano di un pesce gatto gigante spuntato dal nulla. Fioriscono racconti di bocche enormi, pinne e dorsi da squalo, cani andati a bere nel fiume e risucchiati in un gorgo. Il suo arrivo resta avvolto nel mistero: forse è passato dai laghetti di pesca sportiva alle acque libere o si è trovato mescolato ad altri pesci nel corso di ripopolamenti distratti. Comunque sia ha avuto l’ effetto di una bomba biologica sganciata nel Po. Si è trovato in un ambiente vergine con prede in abbondanza e nessun competitore forte come lui.

[…]

Ecco il racconto di come avviene questa « caccia grossa». Le barche usate per la pesca al siluro sono lunghe e sottili, con il fondo piatto per superare anche le zone con un palmo di acqua. L’ equipaggio è composto da quattro uomini: uno pensa al motore, un altro stiva i siluri pescati in un contenitore, il terzo manovra la fiocina e l’ ultimo ha l’ elettrostorditore. Si tratta di un attrezzo usato a scopo scientifico capace di stordire con una scossa elettrica qualsiasi cosa si trovi in acqua nel raggio di qualche metro. Zap. I pesci vengono a galla. Sembrano ubriachi. C’ è anche un siluro, che viene fiocinato. Gli altri pesci si riprendono e scappano via. Altri 500 metri di caccia e le prede sono una ventina.

E’ di Daniele Miccione che ha scritto, tra gli altri:

Le canne? Più avanzate della F.1

L’ uso della fibra di carbonio, i nuovi materiali, la tecnologia. «Siamo all’ avanguardia rispetto a tutti gli altri sport»

DANIELE MICCIONE La prima affermazione è da k.o. «Lei sa che tra tutti gli sport la pesca è quella che usa i materiali più avanzati?». Ma dai, verrebbe da dire, c’ è la Formula 1, c’ è la MotoGP, c’ è il golf. Per educazione però si sta zitti visto che nessuno più dell’ interlocutore può saperlo. Pierangelo Zanetta ha 53 anni, si occupa di attrezzatura da pesca da 26, ed è il direttore generale della Shimano Europe Fishing Holding. Che, tanto per avere un’ idea, è un colosso mondiale da 7.700 dipendenti e 1,3 miliardi di euro di fatturato, il 25% del quale arriva proprio dalla pesca. In Europa ha il 30% del mercato. «Certo – spiega con pazienza Zanetta – la F.1, ma anche la stessa industria aerospaziale non possono usare fibre così pure come facciamo noi per un motivo semplicissimo: più sono rigide e più diventano fragili e loro hanno dei livelli di resistenza imprescindibili. Non possono mica rischiare di spaccare una macchina in corsa, con le canne invece ci possiamo spingere al limite senza troppe preoccupazioni».

I MATERIALI Fino a 20 anni fa c’ era il bambù e la fibra di vetro. L’ avvento della fibra di carbonio, più resistente e leggera, ha cambiato tutto. Oggi una buona canna da spinning da 2 metri e 40 pesa 2 etti e una da mosca da 270 cm supera di poco i 100 grammi. Se poi si entra nell’ agonismo siamo alla fantascienza. La canna più sofisticata della Shimano, la Aspire AX Pro è lunga 14 metri e mezzo, pesa poco più di un chilo e costa 5.450 euro.

Aspire AX Pro figata sbaaaaaaaav!!! *dies*

Arriva Big Fish. C’è da pescare un’ emozione

DANIELE MICCIONE La pesca vive di emozioni. Il frusciare del mulinello che segnala l’ abboccata, il pesce che attacca a galla l’ artificiale, la trota che sale sulla mosca secca, il salto del tarpon preso all’ amo sono cose che provocano ai pescatori un tuffo al cuore difficile da descrivere. «A pesca vivo emozioni uniche, attimi irripetibili, l’ adrenalina alle stelle come se giocassi la finale di Champions League», scrive sul suo sito Ighli Vannucchi, centrocampista di talento dell’ Empoli e accanito pescatore.

RACCOLTA Un prodotto che parla di pesca dunque deve essere capace di trasmettere questa carica di passione. Big Fish, la collana di dvd in vendita a 9,99 euro da oggi in edicola con la Gazzetta dello Sport, ci riesce. Eccome se ci riesce. Guardate la prima uscita che mette assieme i lucci nel Baltico e la pesca al tarpon nel mar dei Caraibi. Bestioni da paura che invece di scappare sembrano sfidare il pescatore: saltano verso il cielo, inventano fughe rabbiose, combattono sino alla fine. Fine che poi è un ritorno alla vita visto che tutti i tarpon (e lo stesso vale per tanti altri pesci protagonisti della serie) vengono rilasciati in buona salute.

Fju. A parte il fatto che parla come Max Pezzali, Daniele sa come tenerti avvinghiato alla poltrona. Voglio di più!

All’ Idroscalo sono in arrivo quattro quintali di trote

di DANIELE MICCIONE

Sulla testa decollano gli aerei di Linate, la natura non è esattamente incontaminata e bisogna dividere lo spazio con canoisti, ciclisti e maratoneti. Ma per un pescatore, l’Idroscalo, bacino artificiale alle porte di Milano, ha diverse qualità. Come spiega Michele Arcadipane, dell’ ufficio caccia e pesca della Provincia: «L’ acqua è eccezionale, ci sono persici trota che si riproducono in gran numero, molte carpe, pesci gatto, lucci. E tra poco, in vista dell’ apertura di fine febbraio, rilasceremo anche le trote, 400 chili di iridee». Da provare il carpfishing

Lo faremo senz’altro. Ciao Danie’.

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Curiosity killed the kraut

Posted by kaiza su 27/05/2009

German cannibal movie ban lifted

 

A horror film based on the real story of cannibal Armin Meiwes can now be shown in Germany, a court has ruled.

Screenings of Rohtenburg were banned in 2006 after a court ruled the film infringed the convicted 47-year-old’s personal rights.

But a court in Karlsruhe said public interest outweighs his complaint the film would cause him emotional damage.

Armin Meiwes era quello che aveva timidamente alzato la mano e chiesto: “err… per caso qualcuno vuole essere mangiato?” E un tizio gli aveva risposto: “HELL YEAH!“. Complimenti per l’euforia, ma ci tocca dirlo: la storia del danno emotivo è ridicola. Ci pare già di sentire i cori da una parte…

 “E’ ridicola sì, questo è un pazzo scatenato cannibale e adesso si mette a frignare che un film su di lui lo urta. Uuuh, poverino! Pena di morte ci vuole, pena di morte!”

…e dall’altra:

“Questo è un sopruso dei diritti umani! Cioè, mi state dicendo che solo perché è un criminale – per quanto disgustoso possa essere – non ha più libertà individuali?????? Cioè, nessuno tocchi Caino!!!”

Calma, signori, calma. Perché da un lato si fotta Caino, e tutto il Vecchio Testamento con lui. E dall’altro perché Meiwes è un visionario e un fenomeno. Pensateci. Stava ascoltando “Sei grande” di Nek e ha riflettuto: “Mmmmh, quale persona posso dire ‘viaggi sulle mie frequenze’? Ma certo! Una che si lasci… uhmmm… macellare e consumare.” E l’ha trovata, nei panni del simpatico Bernd Jürgen Brandes, un uomo il cui nome è più che un destino, è già una sentenza. Così i due si sono incontrati, si sono piaciuti, hanno provato a fare una cenetta a base di Jürgen-cazzo flambé e poi, come in tutte le storie di intensa passione, il Nostro ha accoltellato la sua Bella e l’ha dissezionata. Uh, grazie per il finale a sorpresa Otello *yawn* what’s next?

No, non è per la storia che Meiwes è un fenomeno. Né per il non aver infranto la legge, al massimo il buon gusto (ops, doppio senso). Meiwes è un grande perché è riuscito a trovare la sua vittima su internet nel 2001. Cioè tre anni prima della nascita di Facebook! Come cazzo avranno fatto a mettersi d’accordo senza essere ufficialmente “friends”? Precursori…

Comunque, cari amici, la storia del danno emotivo è ridicola per quanto segue:

The makers of the movie argued that Meiwes’ case did no more than provide inspiration for their film in which German actor Thomas Kretschmann plays a cannibal named Oliver Hartwin.

[…]

The court ruled that the producers’ right to artistic freedom, together with Meiwes’ own previous efforts at marketing the gory deed, outweighed his personal rights.

[…]

Meiwes gave many interviews on himself and the crime and signed a marketing contract with a production company in 2004.

The case has been the subject of a book, several additional films, and songs by Rammstein and Marilyn Manson.

Aaaah, in quel senso “emotivo”. Nel senso di quando hai il copyright infranto. Ma succhia il cazzo di Bernd Jürgen Brandes…

 

 

 

PS: ma è normale che la BBC riporti questa notizia nella sezione “intrattenimento”?

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Breaking news!

Posted by kaiza su 26/05/2009

Vatican Radio – the voice of the Roman Catholic church – is going commercial in July to meet rising costs.

It is one of the world’s oldest broadcasters, first going on the air as long ago as 1931.

[…]

On 6 July it will transmit its first commercial advert.

The Vatican has chosen the Italian electricity multinational ENEL as its first commercial radio sponsor.

[…]

Pope Benedict XVI has personally approved Vatican Radio’s new experimental commercial venture.

Pazzesco! Non solo la chiesa ha deciso di gettarsi nel mercato e di chiedere – in maniera del tutto sperimentale, si badi – soldi, ma lo fa utilizzando il medium del futuro, la radio! E lo fa tramite la “pubblicità”. Di questo passo, dove andremo a finire?

In tutto questo, l’ironia è che davvero, anche se di poco, la radio è un mezzo più efficace di internet in Italia.

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